In Italia non c’è un altro come Deriansky

In Italia non c’è un altro come Deriansky

[Da Rolling Stone Italia]

I 'Qonati' del rapper e produttore sono stridori metallico-digitali nati da una cultura del suono che non ammette compromessi. Ascoltatelo: lo amerete o lo odierete, in ogni caso vi scombussolerà



O lo ami, o lo odi, ma sicuramente non puoi rimanerne indifferente. Troppo particolare, troppo differente, troppo denso per non portare ad una reazione forte. Deriansky, rapper e produttore classe ’99 cresciuto a Parma, è uno dei progetti più intriganti di questi ultimi anni di rap italiano. La sua musica è un rigurgito lessicale contrastato a uno sferragliare digitale che si muove tra paranoia e claustrofobia con un’intelligente e recondita ironia. Scoperto dalla sempre attenta Asian Fake che, in pandemia, pubblicò la sua Team Crociati nella compilation Hanami, nel 2020 ha pubblicato il suo primo disco solista Qholla, un primo assaggio del paranoico mondo post digitale costruito da Deriansky e il suo team, con l’apporto visuale del visual designer Nic Paranoia.

[CONTINUA A LEGGERE]

Torna al blog